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domenica 27 dicembre 2009

Debunker e Gatekeeper: facciamo chiarezza...

Nei primi post di questo blog vi avevo promesso di pubblicare qualcosa sul perchè alcuni personaggi che fanno controinformazione o così sembrerebbe, facciano in realtà parte di un sistema che loro stesso alimentano, non andando al sodo della questione ed essendo legati alle catene dei maniplatori, un'argomento delicato e incomprensibile per i più, ancora legati ai 4 gatekeeper del momento: Travaglio, Grillo, Santoro, Di Pietro.
In realta cene sono tanti altri ma loro in tv appaiono come gli irriducibili, potermmo aggiungere Noam Chomsky, Piero Angela e la sua banada: il CICAP, i vari comunisti che non vogliono parlare di signoraggio, e tutti gli altri che sostengono la versione ufficiale dell'11 settembre, in pratica tutto il mondo dei media uficiali.
Per molti quindi questi personaggi sono degli eroi ma per chi è addentro alle cose per modo di dire velate del NWO, pifferai depistatori avanzatori di proposte e di informazioni che in realà non vanno a celare l'ossatura del sistema in cui viviamo.
Ecco allora qualche articolo che descrive le categorie dei debunker e dei gatekeeper di cui ripeto parleremo ancora:

E' iniziato il Nuovo Rinascimento


Molti indizi suggeriscono che sia ormai iniziata la terza fase nell’evoluzione della fondamentale figura del debunker nel dibattito in Internet. Dopo Arcadia e Medioevo, ora tocca al Rinascimento. La prima fase ha avuto luogo approssimatamente dal 2002 al 2004, la seconda dal 2005 al 2008, la terza è appena cominciata, con l'avvento del 2009. (A chi non avesse ben chiara la definizione di “debunker” consigliamo di riguardarla, prima di proseguire, nel suo stesso interesse. Si trova in coda all’articolo).

Per quanto Internet esistesse già da tempo (il cosiddeto Pleistocene), è stato indubbiamente l’11 settembre a trasformare la rete nel campo di battaglia globale che oggi conosciamo, dove si dibattono ormai tutti i più importanti argomenti che riguardano l’umanità. Falso terrorismo, scie chimiche, revisionismo storico, finanza internazionale, bugie mediatiche, poteri occulti, mafia medica, ecc. sono diventati tutti argomenti di scontro frontale fra chi trova ingiuste certe situazioni e chi invece vuole che restino immutate.

Nei primi anni, con l’insorgere di queste problematiche, il debunker visse un periodo relativamente sereno – detto appunto Arcadia – nel quale gli bastava bighellonare allegro per la rete, buttando ogni tanto quà e là un “ma non diciamo stupidaggini!”. (Corrisponde alla prima fase descritta da Schopenhauer nel comportamento della società di fronte a una scomoda novità: il dileggio).

Ma presto gli stessi debunker si resero conto che si trattava di problemi molto complessi e variegati, e dovettero organizzarsi seriamente per tenere a bada questo dilagare improvviso di ideologia destabilizzante.

Iniziarono così gli anni bui del medioevo, dove il sangue scorse a fiumi, le bestemmie coprirono le parole, ...

... e ogni limite di decenza morale fu calpestato, nella disperata lotta di chi sa che per sopravvivere deve riuscire comunque a tagliare una testa più dell’altro. (E’ la seconda fase di Schopenhauer, la reazione virulenta).

Poi di colpo fu la calma.

Affrontati in qualche modo tutti gli argomenti più importanti, esulcerato all’inverosimile ogni aspetto più recondito, ci si rese conto che ormai Internet era diventato un luogo dove chiunque può trovare il meglio del meglio, su un fronte come sull’altro, di quanto è stato prodotto nel corso di questa lunga battaglia.

Oggi non è più necessario rimettersi a discutere da zero ogni argomento del dibattito, basta confrontare le tesi già esistenti sui siti avversi, per potersi fare con serenità la propria opinione. (E’ la terza fase di Schopenhauer, l’introduzione della novità).

Ecco quindi che il debunker, che fa di tutto per resistere al cambiamento, si ritrova a dover cambiare strategia. Di fronte al panorama desolante della novità, che ha ormai attestato le sue posizioni un pò dovunque, a lui non serve più convincere la gente che l’acciaio fonde a 40° sottozero, deve semplicemente evitare che troppe persone, informandosi qui e là, capiscano che non è vero.

Tramonta quindi il debunker-guerriero medioevale, ormai lordo di sangue da non essere più nemmeno presentabile, e subentra il debunker-ideologico, molto più elegante e distaccato, che si presenta come il nuovo mecenate della verità in stile rinascimentale.

Colto e delicato, con una approccio completamente diverso dai rudi antenati, il debunker ideologico si dedica esclusivamente ad una propaganda di ampio respiro, tesa a colpire nel suo insieme tutta l’ideologia destabilizzante, senza più sporcarsi le mani sui singoli argomenti (che fra l'altro non conosce nemmeno). Da oggi in poi lo sentirai semplicemente dire che “è stato smontato tutto”, mentre ti parlerà preoccupato di questa nuova malattia del secolo, il “complottismo”, che stranamente continua a diffondersi nonostante “non sia stato dimostrato un solo capo di accusa di una qualunque tesi complottistica”.

La cosa non è affatto semplice, ovviamente, perchè ha di fronte nemici temprati dalle lunghe battaglie medioevali, che nel frattempo si sono guadagnati una reputazione non facile da scalfire al primo sparo di archibugio. Anche perchè appena si provano a sparare un pallettone vengono travolti da un fuoco di ritorno impressionante, che li obbliga a ritirate poco dignitose.

Ecco allora spuntare l’arma segreta del debunker ideologico, vero e proprio Machiavelli rinascimentale. Laddove non sia possibile battere l’avversario sul campo, e sia necessario riconoscere le sue indubbie capacità critiche, si può sempre suggerire che queste capacità vengano usate a discapito del lettore stesso.

Si suggerisce cioè - prima subdolamente, poi sempre più apertamente - che costui sia un gatekeeper, ovvero un personaggio mandato dal potere per “tenere buone le masse”, portandole a pascolare su prati appetitosi ma poco pericolosi.

E’ una tentazione che purtroppo inizia a manifestarsi abbastanza spesso anche su questo sito, con frasi più o meno velate che cercano di alludere al “vero” ruolo del sottoscritto nel condurre le sue battaglie quotidiane.

Di certo è molto più comodo che non stare ad argomentarle il singolo tema, perchè non devi più sforzarti di ragionare all’infinito, devi solo buttare là una mezza frase ambigua e vigliacca, nella speranza che poi germogli da sola.

Naturalmente, non sta a me suggerire quale sia il mio vero ruolo nella rete. Posso solo ricordare che per definizione il gatekeeper è uno che porta il gregge su certi pascoli, proprio perchè vuole evitarne altri. E’ una accusa che si può quindi rivolgere a tutti quei personaggi che, per qualche motivo, si rifiutino sistematicamente di trattare certi argomenti scomodi, arrivando spesso a negarne l’esistenza pur di non doverlo fare.

Vi sono ad esempio comici famosi che non riconoscono nemmeno l’esistenza delle scie chimiche, mentre una volta le denunciavano apertamente. Oppure popolari scrittori “da salotto”, che dicono che l’11 settembre è un problema “irrilevante”, mentre passano le giornate in TV a parlarci di Berlusconi. E si potrebbe anche far notare che questi personaggi, che condividono grandi fama e comfort personali, si sostengano curiosamente a vicenda.

In tutto questo, io sfido chiunque ad indicare un solo argomento fra tutti quelli citati che questo sito non abbia trattato in modo approfondito e da ogni angolazione possibile, se non lanciato in primo luogo. (Se non sbaglio, fui fra i primi in Italia a denunciare le scie chimiche, alla radio e sulla rete). Nello stesso modo sfido chiunque a indicare un solo argomento “scomodo” al quale io abbia negato lo spazio in modo sistematico e ingiustificato.

In conclusione: se io fossi un gatekeeper sarei semplicemente il più imbecille di tutti, perchè l’unico argomento da cui avrei tenuto lontano i miei lettori fino ad oggi sono la briscola ungherese e la pesca al cucchiaino.

Mi rendo conto che questo articolo possa sembrare prematuro, ma mi piace pensare di aver sviluppato una certa sensibilità per queste nuove “correnti culturali”, per cui mi porto avanti e comincio a serrare bene le finestre di casa nostra.

Vedrete fra non molto che non sbagliavo affatto.

Massimo Mazzucco


DEFINIZIONE DI DEBUNKER:

Va sempre ricordato che discutere con le stesse posizioni di un debunker non significa esserlo in prima persona. Uno può essere perfettamente convinto di quello che sostiene, pur usando le stesse argomentazioni dei debunkers. Anzo, sono loro che gliele confezionano apposta.

Il debunker invece è una persona che PER PRINCIPIO, SISTEMATICAMENTE E IN QUALUNQUE CASO si dedica a smontare tesi contrarie allo status quo, che ci creda o meno.

Trattasi, in utima analisi, di buonafede e di malafede.

Un altro modo per individuarlo è quello di osservare la cura e l’attenzione che il debunker dedica allo smontaggio DELLE PERSONE, invece di dedicarsi esclusivamente agli argomenti trattati. Uno che discuta in buona fede potrà trovarsi d’accordo o meno con l’altro sull’argomento specifico, ma non gli verrà mai in mente di attaccarlo personalmente, in modo complessivo e radicale, perchè non ha alcun interesse a farlo. A lui interessa solo capire.

Mentre il debunker ha già capito tutto, e mira proprio a screditare la persona, perchè vorrebbe screditare in quel modo tutto il suo operato.

Fonte

Per ulteriori approfondimenti rimando all'articolo di Antonella Randazzo:

INSOSPETTABILI GATEKEEPERS





venerdì 11 dicembre 2009

David Icke - I Segreti del Controllo Globale

Preaparatevi a conoscere cosa si cela dietro la realtà virtuale della versione ufficiale delle cose propinateci dai media e dalle scuole, dala rete nascosta degli Illuminati...

David Icke nasce a Leicester, in Inghilterra, nel 1952. In gioventù aspirava a diventare un giocatore professionale di football e per tale motivo abbandonò la scuola per giocare con il Coventry City e l’Herefold United nella English League. Un’artrite reumatoide al ginocchio sinistro in peggioramento lo costrinse ad abbandonare la carriera all’età di 21 anni.

Decise quindi di diventare un presentatore televisivo alla BBC e cominciò a cercare lavoro come giornalista. Non avendo terminato la scuola, inizialmente riuscì a trovare un posto solo nel piccolo giornale settimanale di Leicester, per approdare poi velocemente a quotidiani, radio locali, televisione regionale, con il ruolo di anchor man e reporter degli sport nazionali.

Nel 1982 si trasferì nell’Isola di Wight, dove iniziò a condurre una campagna su temi ambientali che lo portò a diventare un rappresentante nazionale per il Partito Verde nazionale. Dalla metà degli anni Ottanta aveva intanto perso interesse nell’ambiente televisivo, che vedeva sempre più come un mondo privo di anima, in cui abbondavano insicurezze e paure.

Nel 1989 scrisse un libro dal titolo It Doesn’t Have To Be Like This, esponendo la visione e i programmi del Partito Verde perché sentiva che stavano parlando solamente tra loro e non con il pubblico.

Durante la stesura del libro, David Icke iniziò a percepire una presenza attorno, come se ci fosse sempre qualcuno nella stanza in cui si trovava, quando in realtà non c’era nessun altro. All’inizio del 1990, mentre si trovava in un albergo di Londra, si rivolse all’entità misteriosa che lo accompagnava, invitandola a manifestarsi. Da quel momento le cose cominciarono a cambiare per David. Cominciò a sentire tre voci distinte che gli indicavano cosa fare. La prima voce gli consigliò di leggere un libro su una guaritrice, che egli in seguito contattò per farsi curare l’artrite con successo. La guaritrice rivelò di essere stata contattata da un’entità con il compito di trasmettere un importante messaggio a David Icke, che a sua volta trasferì in un libro dal titolo Truth Vibration (Gataway Books), a cui seguì un’esperienza straordinaria che tuttora sperimenta nella propria vita.

Mentre si trovava in Perù, nel 1991, soggiornò presso l’hotel Sillustani in Puno, situato presso un antico insediamento Inca, con graffiti e pitture nei dintorni. Durante un’escursione David sentì un’altra delle tre voci, che lo invitò a visitare una montagnola dove si trovavano delle pietre antiche poste in circolo. In quell’occasione ebbe una straordinaria esperienza di trasmissione energetica e sentì l’ultima delle tre voci. Dopo questa esperienza tumultuosa, trascorsero 2 mesi prima che Icke ritrovasse l’equilibrio interiore. Decise quindi di fare un’apparizione in televisione per raccontare ciò che gli era successo, ma ne ricevette una terribile delusione: fu deriso per un paio di anni in Gran Bretagna. Imparò in seguito a non prestare attenzione a ciò che la gente poteva pensare. Iniziò così a girare il mondo annunciando la sua scoperta, ossia che la posizione del potere globale era occupata da una razza di rettiliani dalla forma mutevole.

Oggi David Icke, noto autore e speaker, studioso di storia segreta e cospirazioni, è uno dei più famosi giornalisti ha tenuto incontri e ricerche in più di 20 paesi negli ultimi 2 anni, comunicando le informazioni soppresse a milioni di persone e offrendo una soluzione spirituale (non religiosa) alla manipolazione globale.

Attraverso i suoi testi, che sono sempre ampiamente documentati, descrive le manipolazioni di avvenimenti mondiali messe in atto da un gruppo ristretto di politici, banchieri, finanzieri ed imprenditori in genere. Molti dei nomi che Icke svela sono conosciuti, altri - i burattinai (come lui li definisce) - compaiono di rado sui giornali o in televisione, ma sono ben noti in ambiti ristretti, quali l'alta finanza, o il sistema bancario.
David Icke vanta milioni di convinti lettori e le informazioni che propone sui suoi libri e sul suo sito stanno contribuendo a costruire una significativa massa critica rispetto all'informazione ufficiale. Nei libri e nel video che vi proponiamo, ce n'è in abbondanza per porsi un grande numero di domande rispetto al mondo in cui viviamo, e dare risposte a tanti avvenimenti, apparentemente inspiegabili: risposte scomode, spesso difficili da accettare, ma capaci di aprire grandi prospettive nella vita di ciascuno di noi.

Opere di David Icke

Qui di seguito "I segreti del controllo globale": David Icke accompagna il giovane ricercatore e regista Vincent Gambino in una visita guidata della Londra simbolica e misteriosa. Logge, templi, antiche biblioteche... la storia del mondo si nasconde, ed è rivelata nei luoghi più imprevedibili.

La visita è un'occasione unica per trattare i temi del controllo mentale e delle tecniche di manipolazione messe in atto dagli "Illuminati".

Un video dai contenuti fondamentali, da conoscere e far conoscere, realizzato dal regista del best-seller Scie Chmiche.

venerdì 4 dicembre 2009

Zeitgeist - Il film

Un'altro passo obbligato per comprendere cosa sta accadendo a conferma di quanto dichiara David Icke è vedere il film Zeitgeist di Peter Joseph da cui è nato anche un movimento, anche se non condivido la proposta nata dal secondo film Zeitgeist Addendum, il progetto Venus, per il fatto che propone la soluzione voluta da coloro che hanno creato il problema, come scrive Luciano Gianazza sul suo sito nell'articolo "Zeitgeist Addendum: Istruzioni per l'uso".

Per questo e altri motivi il seguito di questo film non verra pubblicato su questo blog...
Buona visione!